i-lab oggi: un laboratorio, un modello operativo, uno strumento - Ecosistema
i-lab oggi: un laboratorio, un modello operativo, uno strumento
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Tempo di lettura stimato: 3 min • Pubblicato il 26 Gennaio 2026
i-lab ha una triplice funzione: è il laboratorio permanente di innovazione delle soluzioni digitali della RGS; è un dispositivo organizzativo e metodologico maturo; è uno strumento consolidato di gestione delle relazioni con le altre istituzioni.
Un laboratorio che evolve e si adatta
Avviato nel 2020 come laboratorio di sperimentazione per la progettazione e la validazione di singoli servizi digitali, i-lab evolve progressivamente per affrontare sfide sempre più complesse.
Nel tempo arriva infatti a supportare iniziative di trasformazione digitale di ampio respiro per la RGS, come il programma InIt, il gestionale unico della contabilità di Stato.
Proprio nel contesto attuativo di InIt, come vedremo nel prossimo capitolo, i-lab si evolve e cresce, fino ad arrivare alla definizione del modello che oggi supporta stabilmente la gestione dell’innovazione delle soluzioni digitali della Ragioneria dello Stato.
Un modello operativo
Il modello operativo di i-lab è strutturato per guidare i progetti di innovazione attraverso un approccio sistematico e metodico.
È suddiviso in diverse fasi e componenti chiave:
- tre Macrofasi: Scoperta (Discovery), Progettazione (Design) e Consegna (Delivery);
- sei fasi operative: Preparazione, Idea, Validazione, Ipotesi, Esperimento e Chiusura.
Ogni fase ha obiettivi chiari, risultati predefiniti e strumenti operativi a supporto. Il lavoro è organizzato in cicli iterativi (round) di attività, scanditi da traguardi precisi e da momenti di confronto collettivo, che favoriscono una standardizzazione documentale utile a creare materiali omogenei e facilmente codificabili.
Il modello prevede la creazione di gruppi multidisciplinari (Innovation Team) la cui composizione varia in base a obiettivi, contesto e contenuti del progetto.
I pilastri di i-lab
L’efficacia del modello operativo di i-lab si basa sul rispetto di tre principi fondamentali:
- Collaborazione: la progettazione partecipativa promuove sessioni di co-progettazione, che attivano un dialogo continuo tra persone e gruppi di lavoro con competenze multidisciplinari.
- Approccio Agile: il lavoro è organizzato in cicli brevi e iterativi (Sprint); i rilasci incrementali permettono di raccogliere costantemente le indicazioni degli utenti finali.
- Prototipazione: l'attività si basa sul principio del Prodotto Minimo Funzionante (MVP - Minimum Viable Product), che consente di testare rapidamente le ipotesi per ridurre i rischi di sviluppo.
Uno strumento per la gestione delle relazioni
Nel tempo, i-lab ha coinvolto enti e Amministrazioni Centrali e Locali, attivando gruppi di lavoro multidisciplinari costruiti in funzione dei temi e dei programmi affrontati. Alle attività del laboratorio contribuiscono stakeholder, utenti, funzionari, dirigenti, consulenti e facilitatori, coinvolti in modo diretto nelle sessioni di co-progettazione.
La composizione dei team, che integra profili e competenze differenti, promuove un dialogo continuo tra ambiti giuridici, tecnici, amministrativi e strategici, rafforzando il coordinamento tra istituzioni e la visione condivisa delle iniziative.
Nel prossimo capitolo scopri il percorso di evoluzione di i-lab, dalle prime sperimentazioni fino alle tappe più recenti.